Buon anno scolastico

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Nell’imminenza dell’inizio dell’anno scolastico devo ringraziare tutti coloro che, durante tutta l’estate, si sono prodigati per fare in modo che tutti i bambini e i ragazzi delle nostre scuole trovassero le condizioni migliori per ricominciare il percorso interrotto quel lontano 24 febbraio.

Il momento che affrontiamo è ancora difficile, richiede grande prudenza e questo comporterà qualche sacrificio da parte di tutta la comunità scolastica. L’intero paese non sembra ancora del tutto preparato a ripartire, ma lo sforzo fatto nella nostra comunità scolastica mi fa essere fiducioso di essere sulla buona strada. Abbiamo fatto tanto, ci siamo confrontati, abbiamo soppesato scelte, decisioni, ci siamo informati quotidianamente, abbiamo fatto in modo di non tralasciare nulla anche se erano tanti gli aspetti da tenere in considerazione.

Così sembrano molto disfunzionali e poco opportune le dichiarazioni che spesso ascoltiamo nelle trasmissioni televisive o leggiamo sulle testate giornalistiche: parziali, fuorvianti, piene di semplificazioni che non aiutano a leggere la complessità e le articolazioni originalissime di ogni Istituto Scolastico.

Ritengo opportuno, pertanto, precisare nuovamente alcune questioni che riguardano noi, nella nostra scuola di Collecchio, per le quali la collaborazione di tutti è fondamentale.

1) Rispettare le indicazioni organizzative elaborate a livello di Istituto: le regole che ci siamo dati non si possono paragonare alle scelte organizzative di quella o altra scuola, perché ogni scuola ha una sua identità, sue caratteristiche, sue esigenze. Il documento per la Gestione della Ripresa sarà il vademecum per tutto l’anno scolastico, insieme al Protocollo di Istituto per il contenimento del contagio da COVID19 e il Regolamento per la Didattica Digitale Integrata. Questi documenti potranno essere aggiornati periodicamente per essere progressivamente adeguati all’evoluzione della situazione. La loro lettura attenta consentirà di evitare fraintendimenti e polemiche. Va da sé che le richieste di derogare a queste indicazioni rappresentano elementi destabilizzanti che, in questa situazione, sono del tutto inopportuni.

2) Assecondare le scelte prudenziali della scuola: tra tutte,l’utilizzo della mascherina in aula per gli alunni dalla prima primaria alla terza secondaria di primo grado anche in posizione statica è elemento di maggiore garanzia di sicurezza e protezione della collettività anche esterna alla comunità scolastica (genitori, nonni, …). Anche il documento emanato l’11 settembre dalla Regione Emilia Romagna di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale (nota congiunta 15588) sostiene che “… l’utilizzo delle mascherine anche ove non obbligatorio, se le condizioni psico-fisiche e operative individuali lo permettano, rappresenta per alunni e personale della scuola un importante strumento di riduzione del rischio di contagio“. Inoltre l’opzione per la mascherine di comunità, anziché l’utilizzo di quelle chirurgiche, ha una motivazione di carattere ecologico non indifferente: un utilizzo intensivo delle mascherine chirurgiche porterebbe alla produzione di un residuo totale annuo di circa 300.000 pezzi. Residuo speciale da smaltire in modo altrettanto speciale con costi per la comunità del tutto evitabili. Le mascherine chirurgiche attualmente a disposizione della scuola saranno utilizzate in caso di emergenza. Del resto un’altra nota congiunta della Regione e dell’USRER (n. 15520 del 10 settembre) dichiara in un suo passaggio “coprire naso e bocca con una mascherina chirurgica o di comunità (di stoffa)“.

Ovviamente questo rigore richiesto sarà poi modulato dalla ragionevole valutazione dei docenti a seconda dell’età di bimbe, bimbi, ragazze e ragazzi.

3) Prevedere uno sviluppo tecnologico dei percorsi formativi: più volte ho sottolineato come nel futuro dei nostri bimbi e ragazzi la padronanza e la correttezza nell’uso delle tecnologie sarà fondamentale. Credo che questa sia una sfida che tutte le famiglie potrebbero intraprendere accanto ai loro figli, crescendo insieme a loro in questa dimensione nuova ed offrendo un accompagnamento che ha come conseguenza un utilizzo sempre più intelligente ed efficace di questi strumenti. Per questo esorto tutti ad approfittare delle varie occasioni che in questo periodo vengono offerte sul piano dell’acquisizione di dispositivi per i nostri alunni: uno di questi, a partire dal prossimo 20 settembre, è il voucher del Ministero dello Sviluppo Economico. Altre opportunità saranno offerte direttamente dalla scuola e in altre occasioni dovrebbe essere la famiglia stessa, avendone le possibilità, a fare una scelta in questo senso, privilegiando questo aspetto.

La relazione sarà sempre al centro e il fulcro della quotidianità scolastica, ma non possiamo nasconderci il potenziale che la tecnologia ci offre per la nostra crescita culturale, economica e – sotto certi aspetti, se utilizzata con criterio – anche umana.

Queste le sole poche righe per augurare un buon anno scolastico, tra le tante cose che si potrebbero dire in questo momento così delicato, dove il contagio sembra riprendere vigore e induce ancora preoccupazioni che dobbiamo superare con prudenza, rigore, intelligenza, intraprendenza.

Un abbraccio grande ai nostri bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, ai ragazzi della scuola secondaria, ai collaboratori, al personale degli uffici e agli insegnanti che insieme – finalmente – tornano a far risuonare le loro voci in quelle aule e in quegli spazi che sono state mestamente silenziose per questi sei lunghi mesi.